lunedì 28 maggio 2007

Rientro

L'aereo parte regolarmente, è semivuoto, c'è un gruppo di turisti italiani aggregati ad un'agenzia e pochi altri. Volo regolare ed atterraggio perfetto.
Visto che sono a Roma e che non vedo Elena da 35 giorni decido di fare rotta su Ischia dove arriverò verso le cinque.
Mi sento un pò strano in mezzo a tutta questa gente, ma ritrovo a Napoli, nel traffico caotico e assurdo, degli elementi in comune con città quali Taskent o Baku o Istanbul, cioè l'assoluta mancanza di ogni regola o norma di comportamento, che tristezza. Elena è venuta ad aspettarmi al taxi ed il rivederla mi emoziona moltissimo, anche se siamo sempre stati vicini nelle scorse settimane, il ritrovarmela al fianco è tutta un'altra cosa.
Il cuoco dell'albergo mi ha preparato la sua specialità, la parmigiana, e dopo un mese di chay e zuppe non mi sembra vero, ma non sono più abituato a mangiare e dopo poco devo abbandonare, ma tanto basta per avere il piacere di ritrovare dei sapori e delle fragranze assopite.
Il panorama a Sant'Angelo è stupendo come è stupendo il Pamir (4000 metri piu su) e mi sento fortunato per poter far scorrere dentro di me queste immagini apparentemente cosi diverse ma con eguali emozioni. Il mio compagno di viaggio, Giuliano, sta proseguendo via terra e ricevo info da sua moglie Cecilia che ci tiene aggiornati.

domenica 27 maggio 2007

Ahi Ahi Ahi... questa BMW!

Ultime notizie dal fronte Uzbeko:

- Giuliano, intrepido, è partito alla volta del Turkmenistan, non ci resta che augurargli Buon Viaggio e preghiamo Cecilia o chi lo sentirà di aggiornarci sull'andamento in modo da poter andare avanti con il blog

- Raffaele, veramente in down, sta aspettando l'aereo che domani mattina lo riporterà a Milano. Ritorna senza moto per il momento, rientro previsto BMW tra una settimana.

Inutile dire che non tutti sono dispiaciuti del rientro di Lello... sicuramente felice sarà il papà di Jacopo costretto per tutto questo mese a recitare novene, preghiere e rosari per il buon esito dell'impresa! (Ma l'elenco dei devoti è molto lungo...)

Ciao!

venerdì 25 maggio 2007

Miracolo rientrato...

Oggi dormiamo qualche ora in piu' e alle 10 sono alla Bmw, devono ancora saldare il telaio per il resto la moto e' pronta. Appuntamento per le 14. Rientriamo in albergo e troviamo Edward che si sta preparando, la moto e' gia carica e parecchio, poi foto di gruppo e di commiato, saluti e reciproci auguri. La giornata e' calda e non ci muoviamo dall'albergo dove mangiamo qualcosa e facciamo compagnia alla coppia di pavoni. Poi vado a recuperare la moto e porto con me la tanichetta. Verso il contenuto nel serbatoio del taxista e gli chiedo di accompagnarmi in un buon distributore ed in effetti trovo benzina a 98 ottani, poi in bmw . Pago il conto, mi mettono questa benzina nel serbatoio e poi la fanno partire, saluti vari e via con il vecchietto del taxi molto gentile a cui chiedo di riportarmi al distributore e poi in albergo. Al distributore mi rendo conto che devo spegnere il motore, spiego ai ragazzi che lo sarter non funziona e mi devono spingere. Ok.
Fatto il pieno via a spingere ma non parte. Anche il vecchietto partecipa, do una mancia ai ragazzi per fargli aumentare l'impegno ma niente da fare. Mollo la moto e con il taxi ritorniamo in officina, sono sorpresi, spiego e mi danno una squadra di tre meccanici di cui uno alto e pesante. Ritorniamo e vediamo una macchia di olio fresco sotto la ruota posteriore, non ci piace. La moto parte alla prima spinta , e' evidente che sono troppo leggero, ma presto con il carico sara' tutto ok.
Altro ritorno in officina, smontano la ruota e si vede la guarnizione non in buono stato, ne trovano una adattabile ed allora smontano il supporto che collega la ruota alla trasmissione ed ORRORE ci si presenta il cuscinetto completamente rotto, spappolato. Sono abbattuto, mi riprende un nodo allo stomaco, sembra che Taskent non mi voglia mollare. Telefono a Giuliano per metterlo al corrente e gli suggerisco di continuare da solo. Mi danno una leggera speranza, l,amico di uno dei meccanici possiede l'unica Bmw di Taskent e se compatibile potrebbe cedermi il pezzo, in attesa di farlo poi arrivare dalla germania, solo che non e' a casa e poterbbero contattarlo domani. Ritorno sconsolato in albergo ed anche il vecchietto del taxi, che e' stato veramente gentile, si dimostra veramente dispiaciuto.
La moto di Giuliano e' gia pronta ed usciamo a cena, poi ci salutiamo perche' lui partira' presto. Gli faccio i migliori auguri di buon viaggio e gli auguro buona fortuna. Sono tristissimo e la consapevolezza di essere bloccato da un misero cuscinetto non migliora il mio stato d'animo. Un miracolo si e' ricreduto.

giovedì 24 maggio 2007

Big news dai nostri eroi!

Grandi notizie in anteprima:

1. la moto di Raffaele si è emozionata alla presenza di un meccanico BMW, seppur di automobili e ha deciso di ripartire! Se l'emozione continuerà anche domani, sono a cavallo.

2. Notizia ancor più entusiasmante e incredibile, ebbene si sono riusciti a fare fessi i turkmeni e a farsi dare il visto, di transito, EVVIVA EVVIVA!!!
Così ripartono e chissà mai che per sbaglio prima o poi tornino a casa (e in ufficio!!!)

Chiara&Olivia

Miracoli a Taskent

Ieri sera siamo arrivati al ns albergo alle 04,30 di notte. Mi alzo presto, alle 7,30 e dopo una fugace colazione mi metto alla ricerca di questa officina Bmw, Sanar Motor, di cui abbiamo notizia da internet e che sembra abbia anche fatto interventi sulle moto.
Ovviamente all'indirizzo in mio possesso non risulta e nessuno sembra conoscerla, chiedi di qua e chiedi di la arriviamo in una officina Wolswagen ma anche li nulla. Finalmente arriviamo fuori citta ad un concessionario BMW nuovo e moderno, sono oramai le 9 e stanno aprendo. In effetti scopriro' che ha cambiato nome e sede ed era la Sanar Motors. Spiego il mio problema e si consultano sulle possibili azioni ed organizzano un mezzo chen venga a recuperare la poverina: appuntamento alle 11 all'albergo. Ritorno quindi ed attendo il camion che arriva puntuale, carichiamo la moto e con Giuliano siamo sul carro attrezzi, un po' vecchiotto e con problemi di frizione, ogni partenza un brivido, sembra debba disfarsi all'istante ma alla fine arriviamo sani e salvi noi e la moto. Costo dell'operazione 23000 Somani cioe' 13 Euro!!!
Ci aspettano e subito in officina. Raccontiamo i problemi e gli interventi fatti senza risultati ed i cambi della centralina, del Pit stop, delle candele, etc. Smontano le candele che sono nuovissime, provano la pressione del cilindro e discutono tra loro facendo immagino varie ipotesi, ci chiedono ancora quali segnali ha dato prima di spegnersi ed il comportamento negli ultimi chilometri. Poi ci suggeriscono di provare a spingerla (il motorino e' definitivamente fuori gioco). Raccontiamo che ieri l'abbiamo fatto piu' e piu' volte senza risultato alcuno.. Ok proviamo ed alla prima spinta si rianima rombando, sono sbalordito, Giuliano anche e' incredulo, loro sono soddisfatti, ma non si capisce cosa sia successo, comunque questo e' il primo miracolo. Decidiamo di lasciarla per alcuni controlli e gli mostriamo anche il telaio rotto (sicuramente nella caduta) chiedendo di valutare una possibile saldatura. Chiamo Turati e gli spiego l'accaduto e mi suggerisce di far controllare le valvole perche' la cattiva benzina potrebbe avere causato dei depositi e quindi compromesso il corretto funzionamento.
Andiamo a mangiare qualcosa perche' ieri abbiamo saltato completamente e avvertiamo brontolii vari. Ora il prossimo punto e' il visto per il Turkmenistan. Non ne parliamo apertamente ma siamo inquieti e quando arriva il momento ci dirigiamo alla sede di questo consolato, il caldo si fa sentire o e' forse un po' d'ansia. Ci sono i soliti due Gianni e Pinotto e per non correre rischi gli molliamo subito 5 $ che fanno sparire lestamente e ci fanno segno che dopo lui entriamo noi. Passa un'ora e nulla si muove poi entra uno, poi un'altrom e poi ci fanno entarer nell'androne. Ce ne passno davanti altri due, ma siamo rassegnati e calmi, forse anche perche' temiamo il momento del verdetto. Tocca a noi : Good Morning Sir ...... e presentiamo i passaporti tenendo bene in vista un po di dollari, non si sa mai. Quando avete presentato la domanda? il giorno 18... Sir.. scartabella ed ecco le ns domande con tanto di foto.. le guarda poi telefona..Ecco penso sono fritto..dopo due rifiuti (uno al consolato in Austria e l'altro a Parigi) ora controllano e mi dicono no sei rifiutato. Conversazione brevissima ed ecco che allunga la mano e prende i passaporti, non sono ancora sicuro. Guarda quello di Giuliano e poi il mio e stacca un adesivo e me lo incolla e lo timbra , non oso credere, non guardo neppure Giuliano che e' accanto a me, ci diamo solo una leggera toccata di gomito, non osiamo rompere l'incantesimo, poi tocca al suo poi paghaimo in tutto 31$.
Tanks Sir, mi riesce quasi simpatico, ci chiede da quando vogliamo l'entrata gli diciamo dal 27 Maggio, Ok avete 5 giorni,.....,e' fatta. Usciamo e diamo un'altra piccola mancia a Gianni e Pinotto e vai che siamo eccitati, leggeri e contenti. Ci si e' aperta la via per l'Iran, ne diamo comunicazione a casa, e piano piano incomincia a sciogliersi la tensione accumulata in questi due giorni. Decidiamo di festeggiare al Caravan Cafe con una bottiglia di vino rosso, ma prima un brindisi in albergo dove troviamo l'americano con l'aggiunta di un inglese che si complimentano per questo secondo miracolo. Andiamo al ristorante dove ci raggiungono l'americano, l'inglese e dopo poco una coppia di inglesi che viaggia su un iveco 4x4 ed e' in giro da parecchi mesi. Ora sono diretti in Russia come anche l'americano e si parla di frontiere di visti di possibilita' di tarnsito,etc. Ci sganciamo per tornare in albergo, la tensione accumulata e le sole due ore di sonno si fanno sentire, ma siamo contenti ed osiamo pure ammetterlo. Non capitano spesso due miracoli in solo giorno.

mercoledì 23 maggio 2007

UPS

Oggi dovrebbero arrivare i pezzi di ricambio.
Alle 8,30 siamo alla sede delle Uzbeky airlaines ed acquistiamo due biblietti per Andijan, partenza ore 13.
Poi di corsa alla sede della Ag. Dolores, il ragazzo ci conferma aver ricevuto il materiale che avevamo inviato con un taxi (foto, fotocopie documenti, etc) per un eventuale visto per l'Afganistan attraverso il corridoio Mazar-I-Sharif---->Herat---->Iran. Dobbiamo aspettare la responsabile, allora io torno in albergo ad aspettare l'Ups che ha garantito la consegna entro le 12,00. Ritorna Giuliano e mi dice che l'agenzia ha parlato con il Console Afgano ma che non rilascaino visti a turisti ma solo per il personale umanitario. Sono le 11,30, niente Ups. Il ragazzo dell'albergo riesce a trovare il numero di telefono e ci confermano che il pacco e' arrivato e sara' consegnato entro sera. Ci facciamo dare l'indirizzo e via su un taxi e con un po' di fatica arriviamo ad un ufficetto, chiuso! Chiediamo li vicino e recuperano la ragazza, mostro il passaporto ed intanto Giuliano vede il nostro pacchetto, e' lui, pressiamo la ragazza che parte per preparare un doc. di scarico, firmiamo al volo e via in aeroporto con il pacchetto.
Arriviamo ad Andijan e troviamo, incredibile un taxi che riconosce l'indirizzo ed in mezz'ora saimo all'officina. Bek e' in citta , facciamo telefonare dal figlio e dopo una mezz'ora arriva, ma deve prima mangiare. Ok , aspettiamo pazienti e poi finalmente all'opera. Monta i pezzi con l'aiuto di un motociclista meccanico che possiede una bella Ural. Consulti vari e poi prova motore, tutti a spingere ma niente da fare, si rifiuta categoricamente di avviarsi. Piu e piu' tentativi, niente. Ok. Stop gli spiego che torniamo a Taskent dove spediremo la moto. Orgoglio salvato.
Vanno a cercare un furgone e nel frattempo ci mostra il suo televisore e la scheda che vorrebbe dall'italia, e' un canale sexi che ha sede in varie nazioni e ci tiene molto, prendiamo le coordinate e vedremo una volta in Italia. Non vuole essere pagato, non ha risolto il problema, quasi si arrabbia ma lo costrngo ad accettare 150$, al di la di tutto se li merita. Arriva il furgone, carichiamo le moto e alle 19,30 partiamo, ci attendono almeno 8 ore di viaggio. Ci fermiamo in un ristorante per vedere le ultime fasi della partita del Milan con il Liverpool, ma non ci danno da mangiare, solo acqua. Ma siamo contenti, il Milan ha vinto e via di nuovo verso Taskent dove arriveremo alla 4,30 piu' morti che vivi.

martedì 22 maggio 2007

Samarcanda - Taskent

Dobbiamo aspettare il volo delle 18,00 per Taskent.
Andiamo a visitare il cimitero dove c'e un viale con stupende tombe simili a piccole moschee o madrase o torri tutte decorate con bellissimi mosaici, forse uno dei siti piu' belli di Samarcanda. La parte normale del cimitero ci attrae perche' sulle lapidi di marmo scuro, molto grandi, sono riprodotte le foto dei defunti a grandezza quasi naturale, con un sistema di serigrafia, dall'effetto particolare. Ci arriviamo su un calessino con un ragazzino estremamente esoso e anche poco simpatico, e che tratta male il cavallo, che cerchiamo di difendere. Poi bazar sempre animato e con prodotti quotidiani freschi ed invitant.
Facciamo un minimo di spesa, oggi picnic nel parco su di una panchina e poi chay. Ritorniamo in albergo e organizzaimo il taxi per l'aeroporto, domani arrivano i ricambi ordinati e speriamo cosi di risolvere il problema della mia moto, inoltre avremo la risposta per il Turkmenistan, teniamo le dita incrociate. Volo regolare, siamo 4 gatti e potremmo giocare a tennis sull'aereo. A tTaskent solito albergo dove ritroviamo l'americano, Edward, che aspetta il visto per l'unione sovietica ed e' in lotta con il Kazakistan e nel frattempo ha rattoppato la sua Bmw.

lunedì 21 maggio 2007

Sempre Samarcanda...

Visita della citta' e poi contatti con agenzie per esplorare altre vie di fuga verso l'Iran, ma non riusciamo ad avere info certe, e' tutto molto vago e l'unica cosa sarebbe verificare direttamente, ma ci porterebbe via molto tempo per un risultato incerto. Abbiamo anche cercato di anticipare il ns volo da Samarcanda a Taskent di un giorno, ma non ci sono altri voli quindi continuiamo la visita della citta'.
Visitiamo quindi il quartiere universitario con ampi viali, giardini ben tenuti e molti studenti, l'impressione e' di una notevole vivacita'.
Poi un mercato molto animato e ricco di prodotti freschi ed invitanti.
Alle sette ci mettiamo in cerca del ristorante suggerito dal ns. albergo, ma facciamo fatica perche' o non lo conoscono o la nostra pronuncia e' troppo lontana. Finalmente ce la facciamo ed e' un posto carino con giardino e l'immancabile complesso musicale. Ci concediamo una bottiglia di vino rosso uzbeko, un po troppo fruttato ed alla fine un po' nauseante, ma per non fare brutta figura lo finiamo e ci pentiamo dopo. Nel complesso, come anche conferma Giuliano "serata carina".

domenica 20 maggio 2007

Samarcanda

Abbiamo concordato con l'albergo un taxi che ci porti a Samarcanda, poiche' non ci sono aerei tra le due localita'. Costo 60 $ per 260 Km e+ o- 4 ore di macchina. Partiamo alle 9 e rifacciamo la strada gia' percorsa in moto la settimana scorsa.
Arriviamo a Samarcanda e quindi all'hotel Zarina dove ci chiedono notizie delle nostre moto e si dichiarano dispiaciuti per i ns problemi. Stesso appartamentino con due camere, cucina etc. Scatta la visita della citta' con la piazza Registan e le sue tre Madrase veramente superbe e poi il markazi molto animato ed interessante. Sembriamo due turisti tipo quelli " per caso". Come sempre sono tutti cordiali e interessati a sapere da dove veniamo. Le ragazzine hanno una vera passione per le foto e ci abbordano per farsi fotografare. C'e moltissima gente, gruppi di persone o intere famiglie provenienti da altre localita' e scolaresche che rendono molto pittoresca la nostra visita.
Passa cosi' la giornata in modo piacevole e andiamo al ristorante vicino all'hotel, anche perche' dopo un breve giro non ne abbiamo individuati altri, ma non ci soddisfa. Chiediamo info all'albergo per domani e poi andiamo a dormire.

venerdì 18 maggio 2007

Bukara o Samarcanda

Alle 8,30 siamo alla sede della Uzbekistan Airlines ed il primo volo disponibile oggi e' per Bukara, non ci sono voli per Samarcada. Ok andiamo a Bukara e ritorneremo da Samarcanda martedi sera, il tutto per 132 $!!! Ritorniamo in albergo e incontriamo il ragazzo americano di cui avevamo visto la moto nel porto di Baku e lui per contro aveva visto le nostre a Tbilisi. Sta facendo un viaggio di 9 mesi attraverso Africa, Medio Oriente Asia ed e' diretto in Russia e di li Vladivostock e rientro. Il suo sito e': Motoedde.com.
Ci scambiamo informazioni sulle motp ed i loro guai e sullo stato delle e delle piste e delle frontiere, poi arriva il momento di andare in areoporto. Siccome mancano due ore alla partenza Giuliano pensa di inviare del materiale all'agenzia Dolores per tentare anche un'altra possibilita' suggerita dall'americano. Mettiamo insieme foto, fotocopie dei passaporti e dei visti, costruiamo una busta e ingaggiamo un taxi che ci porti il tutto a destinazione, ma non avendo un indirizzo preciso Giuliano fa una piantina e spieghiamo il tutto al taxista che ha l'aria di capire. Vedremo.
L'aereo Uzbeko ci imbarca e ci conduce a Bukara dove ci attende un taxi che ci porta all'albergo.
Albergo carino, nella citta' vecchia ed iniziamo subito l'esplorazione e visitiamo un sacco di Madrase ristrutturate con l'aiuto dell'Unesco e trasformate in botteghe artigianali di tappeti, souvenirs vari. Citta' comunque molto carina, visitiamo anche una Moschea e una Sinagoga,
poi a cena nella piazza principale con laghetto ed un sacco di gente. Prendiamo accordi per avere un taxi che ci portiPiccolo giro ancora e poi a letto. Anche Bukara e' stata conquistata.

giovedì 17 maggio 2007

Taskent...visto Turkmenistan

Ho dimenticato di dire che tutta la famiglia di Bek e' stata molto gentile e premurosa. Al mattino ci hanno servito la colazione in camera con pane caldo te e una buonissima marmellata di mirtilli. Giuliano ha regalato al ragazzino un binocolo. Io ho offerto alla mamma e alla figlia due foulards che avevo di scorta. Tutti molto contenti.
Taskent ci attiviamo subito per fare delle foto tessera e delle fotocopie del passaporto poiche' nella partenza affrettata abbiamo lasciato tutto nelle moto. Poi al consolato de Turkmenistan. Il poliziotto dice che e' chiuso e riapre solo dalle 17 alle 19. Ci sembra strano e non siamo convinti. Nell'attesa andiamo all'ambasciata italiana per vedere di riparare il mio passaporto con la copertina staccata. Ci riceve il console aggiunto, ma non sappiamo a cosa. E' molto gentile e controlla con l'italia via computer il mio passaporto che essendo di nuova generazione ha un cip. Arriva la conferma ed allora si esibisce in un incollaggio e validazione con un timbro ufficiale. Ci dice che e' gia' il quarto o quinto che presnta lo stesso problema. Ci chiede info sul viaggio, si ricordava della telefonata fattagli da Elena e ci raccomanda massima prudenza. Lui si trova bene qui, il paese e' potenzialmente ricco, minerali in genere e oro e uranio in particolare, ma non si sa dove finiscano e la popolazione e' povera. Chiediamo di controllare gli orari dell'ambasciata Turkmena, che sono i normali e quindi facciamo un'altro tentativo. Troviamo due poliziotti scemi che prima dicono lunedi, poi ammettono l'apertura alle 17. Ok non resta che attendere e quindi visitiamo la citta. Niente di speciale salvo la piazza centrale che e' enorme con un'infinita' di fontane laghetti e parchi molto ben tenuti, il resto della citta' e' abbastanza anonimo.
Ritorniamo alle 17, soliti poliziotti scemi e due tre persone prima di noi. Arriva il Turkmeno ed in breve ci rendiamo conto che tutti passano davanti a noi (mance e quant'altro) finche' faccio sporgere 5 dollari dal marsupio e ci fanno entrare ma oramai sono le 18 passate. Presentiamo i passaporti e una lettera in russo che ci ha scritto la Sig. Dolores dell'omonima agenzia (ci ha spiegato che e' un paese folle , e' morto il presidente dittatore e non c'e nulla di certo, lei non puo' occuparsene) nella quale si spiega la ns. richiesta. Ok ci da due moduli a testa che compiliamo e ci dice di ritornare mercoledi 24. Chiediamo di poter pagare un'urgenza ma e' mercoledi 24. Grazie.
Andiamo a cena, troviamo un ristorante normale, ma non c'e posto e capitiamo nuovamente in un locale con Karaoke, assordante. Il locale e' pieno di ragazze, 10 in un solo tavolo che festeggiano e sono scatenate nel bere e nel ballare, la festeggiata si esibisce anche sul tavolo. Qui si vogliono divertire a tutti i costi e la vodka da una buona mano. Domani ci organizzeremo per visitare Bukara e Samarcanda a seconda della disponibilita' di voli/

mercoledì 16 maggio 2007

Fuga da Sary Tash

Dormiamo un po inquieti, in effetti non pensiamo che questo tipo, poliziotto o no, sia disposto a darsi per vinto. Temiamo infatti che possa tenderci un agguato lontano da occhi indiscreti per cui decidiamo di giocare d'anticipo.
Alle 4 sveglia, spostiamo le moto di fronte al portone della casa, carichiamo tutto, ci vestiamo ed alle 5
siamo pronti. Esce il padrone di casa e lo paghiamo, ci chiede 10 Somani a testa (5$), nulla , gliene do 40 e ci ringrazia felice, se li e' meritati. Prima di aprire il portone esce da un'altro cancello e da' un'occhiata alla strada, via libera. Come apre mettiamo in moto e senza scaldare usciamo e via decisi con la prima luce dell'alba ancora incerta. Dopo qualche kilometro ci rilassiamo, del tipo non c'e ombra, ora pero' dobbiamo superare il primo controllo e potrebbe avere preparato qualcosa ma per fortuna superiamo senza inconvenienti. Siamo sicuri a questo punto di averlo preso in contropiede.
Arriviamo alla frontiera co l'Uzbekistan e passiamo abbastanza facilmente, salvo il problema causato dal mio passaporto da cui si e' staccata la copertina.. Tira e molla usciamo, piu' difficile entrare, sempre per il passaporto, Raffaele problem, no problem is ok, no no problem e mi mettono in un angolo ad aspettare finche decido, per non perdere altro tempo, di sganciargli 30 $, problem scomparso, meglio del mago casanova. Dopo pochi kilometri la mia moto si ferma e non ne vuole sapere. Ci segnalano un mecanik a poche centinaia di metri, spingo e saimo dal mecanik. Non c'e, c'e il suo aiuto ed il figlio, un ragazzino dodicenne sveglio e che parla un po' dinglese.
Arriva il padre, un'uzbeko distinto e con l'aria abbastanza competente. incominciamo a smontare il
motorino. E' rotto in un punto delicato ed e' rotto anche un dente della corona. La parte rotta e' in alluminio, difficile da saldare comunque mi tranquillizza e perte per tornare un'ora dopo con un lavoro ben fatto. Sistema il motorino e proviamo, non parte, non arriva corrente proviamo di tutto niente, ormai e' tardi e chiediamo di un albergo. Non ce ne sono, ci offre la sua sala ok grazie. Ci invita in casa a mangiare, assolutamente no, lora hanno gia' cenato e non vogliamo disturbare. Allora ci accompagna in un ristorante con il figlio a fare da interprete, e poi a letto, cioe' sul pavimento.
Al mattino nuovi tentativi ed oramai la moto e' tutta sparsa per l'officina. Niente da fare il responso e' computer problem..la centralina. Telefonate frenetiche a Chiara che si dimostra come sempre efficace e sintetica. Telefono anche a Turati che si presta a ricercare questi pezzi. Chiara mi conferma che partiranno domani e li avro mercoledi a Taskent. Lasciamo le moto dal meccanico Bek che ci accompagna in un aeroporto li vicino ma non ci sono aerei ed allora decidaimo per un taxi. Dobbiamo fare 330 km, tempo previsto 5 ore. Bek contratta e partiamo. Il ns autista guida alla Uzbeka e rischiamo non so quanti incidenti e infarti ma dobbiamo rassegnarci.
A Taskent arriviamo alle 20,30, alberghino e poi cerchiamo cibo. Entriamo in un ristorante con Karaoke, non abbiamo altra scelta. Scorrono fiumi di vodka sui tavoli vicini, tutti allegri qui ci si gode la vita. Il signore dietro di noi, un tipo massiccio e non piu' giovanissimo dispone al suo tavolo di 5 o 6 ragazze carine e che non nascondono le loro virtu'. Dopo un po' assordati e parzialmente sfamati rientriamo in albergo. Domani operazione visto per il Turkmenistan.

martedì 15 maggio 2007

Murgab--Sary-Tash

Oramai la decisione e' presa, dobbiamo saltare la Cina poiche' non abbiamo il visto per il Pakistan ed anche entrare in Cina senza le moto, come avevamo pensato, non e' possibile per via dei visti del Kirgyzstan che hanno un buco di 6 giorni e che ci costringerebbe in Cina per 10 giorni, troppi.
Siamo pronti a partire ed il ns.tagiko ci accompagna a fare benzina, solito secchio etc. e spendiamo 40 dollari per 40 litri. La trattativa e' stata condotta da una ragazzina molto sveglia che ci ha pure detto che il dollaro si e' ulteriormente indebolito, roba da matti pure i tagichi del Pamir a 4000 metri mettono in forse la potenza del dollaro!!!
La strada e' bella, il tempo splendido, lo spettacolo superbo e noi viaggiamo rilassati e stupiti per questi paesaggi bellissimi, non incontriamo anima viva e viaggiamo a cavallo dei 4000. Sono estasiato quando arrivo lungo in una curva, esco di strada, recupero, la moto sbanda ed e' in scivolata, la cassa di alluminio urta l'asfalto si punta e la moto si ribalta a tutta velocita'. Io sono sbalzato e atterro di pancia strisciando sull'asfalto per una decina di metri, ho l'impressione di non fermarmi piu'. Poi silenzio, mi alzo e mi rendo conto che la mia solita stella anche questa volta mi ha acchiappato per il codino. Corro a vedre la moto, un disastro, mi fa pena: serbatoio con la fincata destra tutta accartocciata, il cokpit distrutto, le casse ammaccate, storte, il manubrio un po' piegato, il garmin sofferente e non dico altro. Una caduta stupida da principiante, Giuliano dice che e' colpa del paesaggio troppo bello, ma non basta.
La raddrizziamo ed anche se recalcitrante poi alla fine riparte, prima scontrosa poi piu regolare. Affrontiamo il passo di Aikibaital a 4655 metri e da qualche chilometro costeggiamo il confine cinese con i i suoi fili elettrificati ed una quantita' regolare di pali ed in alcuni punti e' a 20 metri dalla strada. Si arriva al lago Karakoll quasi tutto ancora coperto di neve. C'e un piccolo villaggio, una decina di case e ci facciamo indicare dove bere un chay. Davanti alla casa si radunano dei ragazzini e facciamo qualche foto, poi entriamo e la padrona di casa ci serve il chay, con il pane e la crema di yak. Il tuttp per 10 somani, l'equivalente di 4/5 dollari.
Ripartiamo verso il confine tra Tajikistan e Kirgyzstan. I Tagiki chiedono sigarette e insistentemente soldi, ce la caviamo con un pacchetto me 10 dollari, ma non erano molto contenti. Altro controllo altra richiesta. Poi dirigiamo verso la postazione Kirghiza.
Il visto sarebbe valido da domani, ma contiamo sul fatto che non siano pignoli ed infatti non si accorgono e dopo un breve sguardo ai passaporti entriamo. La frontiera piu' veloce ed un solo pacchetto di sigarette dato piu' per cortesia che per richiesta.
Decidiamo di fermarci al primo villaggio, Sari-Tash per non correre il rischio di essere fermati ed avere problemi. Al villaggio cerchiamo una casa e la troviamo subito. Mettiamo le moto in cortile e ci sediamo a prendere il sole che e' bello caldo e forte. La nostra stanza non ha letti ma trapunte, ok. Prima di cena usciamo per fare due passi, non c'e nulla di interessante tranne il cimitero abbastanza particolare. Arriva una macchina con su due, uno scende e l' altro mi sembra di averlo visto, forse ad un controllo. Solite chiacchiere, american boy, no italian boy etc. Tagliamo dicendo che vogliamo camminare. Dopo un po il tipo torna alla carica: dove e' la vostra macchina, no abbiamo le moto, dove sono, in cortile passaporti, sono in casa andiamo e ci fa vedre una tessera con la sua foto in divisa e si dichiara polis. Tutto questo in kirghiso o russo. Diventa arrogante eprepotente, gli facciamo vedere le moto, chiede i passaporti, ok li prendiamo e glieli mostriamo, ci chiede il visa kirghiso e lo mostriamo, si inalbera dicendo che non e' il visa kirghiso. Gli diciamo che abbiamo fatto tre controlli e che i visa sono aposto. Incomincia a urlare che non abbiamo il visa e gli rispondiamo ancora una volta che il visa e' regolare. Cerca di prendere i passaporti, ce li mettiamo in tasca, ci urla di seguirlo, rifiutiamo, cerca di prendermi per un braccio mi divincolo, mi fa segno che mi mette in prigione, gli rispondo che telefono all'ambasciata italiana. La situazione peggiora, mi prende per il petto e mi sbatte conto il muro, mi libero ed incrocio lo sguardo del padrone di casa che ci fa segno di entrare, gli giriamo le spalle ci togliamo le scarpe ed entraimo lasciando li, non osa seguirci. Dopo 10 minuti entra il padrone di casa e ci fa segno che e' un tipo prepotente, chiedo conferma ed e' veramente della polizia. Siamo preoccupati per la famiglia che ci ospita ma ci fa capire che non ci saranno problemi. Noi ci aspettiamo un'irruzione che pero' non avviene. Decidiamo comunque dopo cena di organizzarci per partire all'alba.

lunedì 14 maggio 2007

Un breve aggiornamento...

Sembra che i nostri prodi si siano stufati di tenerci aggiornati via web, ma i contatti telefonici proseguono. Un breve riassunto delle puntate mancanti in attesa di sentire i racconti di prima mano. Quanto segue è emerso da brevi e disturbatissime comunicazioni telefoniche.

I nostri eroi hanno attraversato il Pamir, pare che l'impresa non sia stata delle più facili, papà continua a ripetere: " Non puoi immaginiarti che razza di strade!". Però giunti in prossimità della Cina hanno fatto una pernacchiona a Steve e non sono entrati, qui si protesta molto però per questa scelta impulsiva visto che il blog si chiama RAIDCINA e noi abbiamo venduto a tutti che stavano andando in Cina! Mah...

Adesso si trovano in Uzbekistan, Taskent e papino ha deciso di spantegare la moto (riferimento per gli amici africani!), ovvero pare che non si accenda più, forse è stanca di queste strade terribili... Tramite ups domani facciamo partire i seguenti pezzi di ricambio: 2 candele, centralina e pick-up (scusate io non so di cosa parlo!). Arrivo previsto: mercoledì. Nel mentre pare si trastulleranno (ormai dimentichi di famiglia e lavoro) tra Samarcanda e altri luoghi ameni non ancora visitati.
Ma il vero divertimento sta per arrivare, si perchè stanno per richiedere (per la terza volta) il visto per il Turkmenistan, non oso immaginare le risate dei funzionari Turkmeni!
Scherzi a parte, da Milano gli auguriamo di riuscire a far ripartire la motocicletta, di persuadere i Turkmeni che non so no dei terroristi e Buona Continuazione!

Ciao, Chiara&Elena&Clementina&Olivia

p.s. Saluti da Ferretti che sta facendo stragi di clienti e di ordini...

Khorog-Margab

Giornata bellissima, un sole sfolgorante.
Prendiamo un taxi per andare a registrarci presso l'Ovir ed anche all'ufficio del KGB. All'Ovir la generalessa e' gentile ma un po' lenta ed in piu' arriva un altro tipo che la distrae continuamente con le sue chiacchiere, lo guardo male ma non molla. 40 minuti e 20 dollari, tutti li disprezzano ma tutti li cercano.
Poi al Kgb ci dicono che non e' piu' necessario. Questa zona che confina con l'Afganistan e' tutta pattugliata da soldati russi, che si incontrano frequentemente, a causa della droga che transita da queste vie. Partiamo finalmente da Murgab dopo aver fatto benzina a secchiate, e la strada inizia subito a salire, dolcemente ma inesorabilmente e poco dopo superiamo i 2500 mt e poi i 3000.
Siamo nella valle di Gunt, che prende in nome dal fiume che la percorre impetuoso. Numerosi paesini e soliti saluti, e rispondere divanta un impegno.Dopo i 3000 la valle si allarga e percorriamo dei pianori molto vasti. Ricominciamo a salire e superiamo il passo Koiterok a 4271 mt. La strada ora corre attorno ai 4000 mt. Ci fermiamo ad Alichur, piccolissimo villaggio e chiediamo dove si puo' bere un chay ed un ragazzino ci accompagna davanti ad una casa. Ci accoglie una signora prosperosa e frizzante che parla inglese e ci invita ad entrare.
In poco tempo accende il fuoco e ci prepara il chay, che ci serve accompagnato da una forma di pane rotondo ed una tipo plumcake ed una crema giallognola in una tazza. Che fare? Osiamo e scopriamo che non solo e' buona ma e' veramente squista, tipo mascarpone, piu' morbida ed e' fatta con il latte di yak. Solo la prudenza ci impedisce di finirla. Ci invitano a fermarci per la sera ma dobbiamo raggiungere Murgab Continuiamo e superiamo il passo Neizatach a 4137 mt. e arriviamo a Murgab. Prima cosa registrazione e poi cerchiamo alloggio.
Chi dice di qua chi di la e' difficile capire ed alla fine accompagnati dai soliti ragazzini approdiamo in una casa che ci accoglie. Mettiamo le moto in un cortiletto, la ns stanza e' sempre di 6 letti. Ci preparano il chay e poi la cena che ci viene servita al piano di sopra ed in nostro onore mettono il tavolo basso davanti ai divani. Ci serve la figlia che e' molto gentile e carina: birra soupe chay e due piatti di patate non male. Li dobbiamo fermare, oramai la ns dieta non ci permette piu' di unpiatto. Alle 8 siamo a letto e ci copriamo con le loro trapunte da 20 kili, e dormiamo come ghiri fino alle 5,30. Fantastico

domenica 13 maggio 2007

Kalaikun-Khorog

Ci alziamo con calma,la giornata di ieri si sente.
Facciamo colazione sotto il pergolato, siamo solo noi in questo improbabile "hotel", che in effetti e' una casa, la toilette altro non e' che
un gabbiotto in fondo ad un cortile con la solita asse ed un pertugio al centro, "hotel"...
Comunque ci portano pane burro e chay, cosa vogliamo di piu'. Poi ci portano la benzina e la mettiamo nei serbatoi con il sistema del secchio e dell'imbuto, il secchio serve per la misura, 10lt. Decido di abbandonare le gomme per diminuire il peso ed abbassare il baricentro, ieri la mia moto si e' dimostrata difficile da governare. Abbandono anche il parabrezza che avevo gia' smontato per migliorare la visibilita' su terreni cosi difficili. La strada e' quasi tutta asfaltata e tranne un paio di guadi, peraltro abbastanza profondi tanto da lavarci completamente, nel complesso e' buona. Possiamo cosi ammirare il paesaggio che e' molto bello, con valli verdissime villaggi co le case in pietra o terra molto ben inseriti nella natura, che si snodano lungo le rive del fiume che scorre con una buona portata. Ogni tanto quando la valle si allarga il fiume forma dei laghetti che prendono colori diversi a seconda della luce. La gente e' molto cordiale, tutti salutano con il sorriso,i bambini, le donne e gli anziani con molta deferenza. Gli abiti delle donne e delle bambine sono coloratissimi, i foulards potrebbero essere della Olly, tutto con buon gusto. Ad un certo punto scopriamo che stiamo costeggiando l'Afganistan, il fiume in effetti fa da confine. Arriviamo a Khorog in tutta tranquillita' e troviamo il nostro albergo, l'hotel Serena che fa parte di un gruppo ed era stato costruito per ospitare l' Aga Khan, e di sapore vagamente coloniale, infatti il gruppo ha alberghi anche in Sudafrica. Questa zona e' abitata in prevalenza da gente di fede Ismailita. L'albergo e' sul fiume ed ha un bel giardino con terrazze degradanti e noi dopo una superba doccia ci rilassiamo con una buona birra sui divani al sole guardando l'Afganistan e le sue montagne proprio di fronte a noi. Che ricordi. C'e un ponte sospeso per pedoni con le due bandiere, Tajikistan e Afganistan, e ci coglie la tentazione di andare a vedere...
Il pomeriggio passa veloce e alla sera cena, questo e' un vero ristorante e ci sentiamo persino un po' a disagio.
Giuliano ha detto "pericoloso"

sabato 12 maggio 2007

Kalaikun - verso il Pamir

Inforchiamo la strada che ci porta verso il Pamir e sembra buona. Questo per 50 Km poi diventa infernale, ed e' difficile da descrivere. Se ieri pensavamo di avere visto il peggio oggi ci dobbiamo ricredere. Oltre alle solite voragini, pietroni tole fatta dai camion, ci troviamo la strada franata, semplicemente e' finita nel fiume. I fiumi sono possenti, vorticosi con una corrente fortissima che erode tutto e quindi anche la strada. Un buldozer sta crendo un variante sopra allo smottamento, brutale brutale e ce la scodella al momento. Primo volo. Aiuto i francesi col sidecar e poi loro aiutano me. Li abbiamo incontrati una mezz'ora prima mentre ci sorbivamo un chay per riprender fiato.
Hanno acquistato per 500 dollari questo sidecar russo, dall'apparenza solida e fanno anche loro la strada del Pamir, ma con tempi molto lunghi. Uno dei due e' in giro da 9 mesi. Simpatici. La starda peggiora e incontriamo guadi, altre deviazioni improbabili, fango fino ad arrivare a un fiume, senza ponte con almeno 5/6 torrenti, con fondo sassoso e dove una draga sta lavorando. Ci sono camion in attesa e appena finisce la draga si lanciano e si pintano in mezzo al fiume, la draga interviene e li tira fuori..che fare ? Incominciamo a scaricare i bagagli, chiediamo se per caso la draga ci puo' aiutare o qualche camio ci carica ma sappiamo che e' ragionevolmente difficile. Mi armo di coraggio e mi avio verso il fiume e contrariamente alla proma idea di tagliarlo di netto, seguo una diagonale, risultato a meta' volo, la moto e' sommersa, riprovo, le ruote scavano, interviene Giuliano la raddrizziamo , con gran fatica la rimettiamo in direzione e miracolo si rimette in moto e riesco a uscire. Giuliano sceglie la via diretta e attraversa molto bene. Ritoniamo ai bagagli e una uaz ce li carica e li trasborda. Ricarichiamo tutto e ripartiamo, il sole e' tarmontato e ci aspetta ancora un passo di 3200 metri. Altri ostacoli, il peggiore e' costituito dalla punta di una slavina che ha ostruito tutta la strada e quindi eve fango buio. Giuliano ce la fa io no, raddrizziamo ma non riusciamo a tenerla dritta, facciamo vari tentativi ma non riesco a salire. Arrivano due pulmini e 4 /5 persone scendono e tenendo e spingendo riesco a uscirne, sono distrutto e ormai cado per nulla. Mi spiace per Giuliano che deve aiutarmi e che e' stravolto pure lui. Sono le dieci quandoriusciamo a superare il passo che di giorno sarebbe sicuramente stupendo ma di notte e' un'altro incubo. Scendiamo ed i fari non ci aiutano molto, non sai mai se finisci fuori strada o fai il tornante. Arriviamo a valle sono la 23, controllo polizia, poi registrazione piu abvant. Chiediamo dell'hotel Serena che nessuno conosce, insistiamo e dopo vari su e giu arriviamo in un cortile con giardino e luci. E' un Hotel, difficile capirlo e cosiderarlo tale ma a quest'ora ci pare ottimo. Ci scaldano la solita soupe, Giuliano azzarda la carne io non oso. La stanza sono 4 lettini in ferro, la toilette va inventata, ma la signora e' gentile e andiamo adormire semplicemente distrutti. Avro fatto almeno 8 cadute, la bmw si e' ammaccata un po, ma funziona ancora, spero non mi molli.
Ciao

venerdì 11 maggio 2007

Messaggio dalla Spagna

Ciao,
vi riscrivo il messaggio che ti hanno mandato per email Joan & Alex & la Marga.

Muy apreciado Raffaele,

Sigo con entusiasmo tus peripecias para poder avanzar.
Me gustaria escribir en el BLOQUE, pero a cierta edad hay cosas dificiles de aprender., tienes un amigo muy incompetente con la tecnologia.
Te envio un abrazo muy fuerte de alex i mio, animo en esta fantastica aventura y sobretodo no dejeis que los burócratas os perturben vuestro gran humor.
Disfrutad y saborear vuestra libertad, nosotros también viajamos con vosotros.
Llegueis donde llegueis, siempre habreis llegado mas lejos que nosotros.

ANIMO Y CORAGE, EL MUNDO ES VUESTRO,

Muchos besos para los dos de Alex, Marga i Joan.

P.D. me gustaría saber si puedes leer tus e-mails.

Samrcanda - Dushanbe

Partiamo da Samarcanda e passiamo di fianco alla piazza piu' bella della citta', la tentazione di fermarci e' forte ma oramai abbiamo preso la decisione di puntare sul Pamir e abbiamo pochi giorni. La strada e' bella , in una valle verde e in lontanaza si vedono le montagne con le punte bianche. In un'ora usciamo dall'Uzbekistan ed entriamo nel Tajikistan. Sono tutti molto gentili e ripartiamo. Presto iniziamo a salire la strada si rivela in tutta la sua perfidia, sterrato buche tole , sempre peggio, in alcuni punti dubitiamo che sia giusta ci sembra di essere in una strada abbandonata, pochissimo traffico. Ci fermiamo un paio di volte ad aspettare un mezzo per chiedere conferma e ci dicono e' lei, l'unica. Continuamo a salire e ci troviamo di fronte una galleria buia, con le tracce scavate dai camion, entro ed avendo gli occhiali fotocromatici sono cieco non vedo nulla, un attimo di terrore vengo sbattuto dalle sponde di questa traccia a destra e sinistra sto per rovesciarmi ed un colpo di gas , grazie alle gomme montate ieri mi raddrizza e poi termina anche la galleria. Continuiamo a salire e ci ritroviamo a 2650 mt in cantiere in mezzo a macchine per il cemento mucchi di ghiaia e alre cose, ci fermiamo ed alcuni operai ci fanno segno di continuare. Facciamo pochi metri e ci troviamo di fronte una galleria da cui esce un fiume con fondo ghiaioso e con corrente abbastanza intensa e profondo un 15 cm. Ci rifermiamo e ci fanno segno di continuare, nel frattempo arriva una uaz che si nfila, Giuliano dietro io sono poco convinto chiedo ancora conferma. Arriva un operaio e mi dice che sono Km!!! Angoscia, mi butto la moto entra nel fiume sembra un motoscafo, non si vede nulla buio pesto, tengo su il motore per paura che si ermi, scivolo in una buca dietro l'altra, evito di misura una impalcatura, piu avanti una 124 si e' pantata, non mollo la passo in qualche modo sempre con la paura che si arresti il motore, l'acqua arriva alle ginocchia. Ogni 50 metri c'euna lampadina che peero serve solo per la direzione, i fari sono poco efficaci. Ua cascata d'acqua irrompe violenta e bisogna passarla,la cascata ha creato una voragine , dentro conil cuore in gola l'acqua arriva al serbatio, do gas e gas ancora , poi un camion che lavora occupa tutto il passaggio, mi fermo.
Dopo 10 minuti avanza e mi lascia un stretto passagio, via sperando di non toccare ne il camion ne la roccia. Incomincio a intravedere un fioco chiarore , sta per finire, esco e troco Giuliano che mi aspetta con un sorriso e il viso stravolto, non oso pensare come sia il mio.
Era peoccupato e aveva chiesto ad alcuni operai di mandare una jeep, non sapendo che ero bloccato dal camion, continuiamo e verso le 5 sporchi e fradici arriviamo a Dusanbee. Nessuno conosce il nostro hotel, Giuliano accalappia uno con macchina che dice di sapere e ci facciamo accompagnare alla polizia per i visti per il Gorno Badakshan. Poi arriva il corrispondente dell'agenzia ok tutto risolto ora l'albergo.
Il nostro e' lontano e chiediamo di restare in centro, ci mandano all'Hotel Tajikistan, tipico casermone russo, ma va bene. Doccia e ricerca di u ristorante, ne troviamo uno e via con la solita soupe e poi aletto.
Ciao

mercoledì 9 maggio 2007

Verso Samarcanda

Partiamo presto, verso le 8. Abbiamo di fronte 780 Km.
Attraversiamo il fiume su un ponte della ferrovia. I militari hanno voglia discherzare e prima ci dicono che è impossibile poi fano cenno di passare. Temperatura 30 gradi, paesaggio verde nei pressi del fiume, poi diventa desertico. Alle 11 pausa chay, il sole picchia non poco, siamo a 35 gradi. Superiamo Bukara e dirigiamo su Samarcanda, è un delitto tirare dritto ma dobbamo farlo. Alle 15 mangiamo qualcosa sotto un pergolato, ci propongono carne di montone ma anche Giuliano rifiuta, ok 2 zuppe. Arrivano le zuppe con la carne più grassa che abbia mai visto, salvo un pezzo di patata e di carota e alcuni ceci, Giuliano lo invidio riesce a finirla e poi via. Prima di Samarcanda decidiamo di cambiare le gomme e troviamo un gommista con le macchine stallonatrici. Ci mettiamo all'opera con l'assistenza di alcuni ragazzini bravi e riusciamo nell'intento. Sembra che abbiamo montatato tutto bene. Io ho un dado della pinza posteriore sfilettato e questo mi preoccupa, poi interviene un omino che taglia una lamina sottile di metallo e riesce a far tenere il dado. Ripartiamo con foto ricordo di tutta l'officina e di meta' paese che si era radunata per l'event.
Dopo 20 Km Giuliano pizzica la camera sulle traversine det treno e quindi cerchiamo un'altro gommista. Ormai e' buio e ripartiamo per Samarcanda. Guidare al buio e' pericoloso perche incontriamo carri, trattori e animali che tranquillamente passeggiano senza luci di posizionee li vedi all'ultimo. Prendiamo un taxi che ci accompgna all'hotel Zarina, lei è proprio una Zarina. Camere in una dependance, moto al sicuro, doccia e fuori per mangiare qualcosa. Aime è quasi mezzanotte tutto chiuso, scoviamo un negozino che vende di tutto e comperiamo una pagnotta, Giuliano un pezzo di salame , io mi rifugio in due Mars. Di fianco un carrettino con panchine spilla birra e li consumiamo la nostra cena, poi a letto. Sono le 12 passate + 780 km.
Ciao

martedì 8 maggio 2007

Frontiera Kazakistan - Uzbekistan

La notte passa agitata, molto agitata. Ogni tanto ci svegliamo di soprassalto e guardiamo dalla finestra se le moto ci sono ancora. Giuliano si piglia un colpo perchè guarda e non le vede più, forse era in dormiveglia e la suggestione gioca brutti scherzi. Io mi sveglio e mi sembra di vedere qualcuno, poi guardo meglio ed è il telo che si muove, uahu! Alle 4 Giuliano sente qualcuno introdursi in corridoio dalla finestra di un'altra stanza, ma forse è uno della famiglia, in effetti avevamo chiuso la porta principale. Alle 6 sveglia, i teli sono bianchi di brina, l'aria è fredda, alle sette partiamo. Dopo un'ora ci fermiamo a bere un the con biscotti in un baracchino e poi in marcia, la pista è tremenda, buche a non finire, tole, in confronto l'Africa una passaggiata. Arriviamo a Beynau e facciamo il pieno (benzina con pochi ottani) e ripartiamo. La strada peggiora sempre di più: è veramente infernale ed in un tratto dove sono passate le macchine che spianano la strada e spargono terra la mia moto, che non ha le artigliate, sbanda, si intraversa e mi butta la come un baccalà, pochi danni. Si ferma un camion, smonto i bagagli, ritorna Giuliano e raddrizziamo la moto, il problema è dove metterla perche il terreno è molle e non sta su. Ok, carico e riparto prendendo una pista laterale e sperando in meglio ma finisco in una traccia profonda di fango secco e di nuovo mi appoggio, stesso camion + 3 stradini gentilissimi, tutti insieme la raddrizziamo, salto su, saluto e ringrazio e riparto. Praticamente tra ieri e oggi ci facciamo 760 Km. INFERNALI, neppure in tanti anni di Africa.
La moto prende colpi terribili e 2 o 3 volte rischio di venire disarcionato, infernale è la parola giusta. Tanto di cappello alla BMW, penso che qualsiasi altra moto si sarebbe disfatta!In vista della frontiera ci concediamo, Giuliano una zuppa ed io uova con chay e via per uscire dal Kazakistan. Operazione che al contarrio dell'entrata è abbastanza veloce, ma con l'incubo dei militari che prendono di assalto le moto, le vorrebbero provare, le vogliono mettere in moto, imballano il motore: ci imponiamo, no! Si provano i caschi, toccano tutto, sono incontenibili ma riusciamo con fatica a gestire la situazione. Più gentili e meno invadenti gli Uzbeki, ma ance loro ci provano e lasciamo fare qualche foto in sella e con il casco, sempre tenedo le moto. Comunque sono tutti meravigliati che arriviamo dall'Italia in moto e se lo fanno ripetere due o tre volte poi le solite domande, comunque tutti sorridenti e gentili, piu' morbidi dei Kazaki. In due tre ore ripartiamo, la pista sempre brutta e dopo 120 Km controllo passaporti, registrazione e via. E, ormai quasi l'imbrunire e a tre Km. ci fermiamo in un baracchino e chiediamo da mangiare e da dormire.Ok il proprietario dall'aria simpatica ci fa vedere una camera nel cortile, dove anche mettiamo le moto , che e' un magazzino, ci chiede se va bene, certo che va bene. Guardo il nudo pavimento di legno e mi dico perche' no. Giuliano guarda anche lui perplesso, poi il tipo ci mostra due reti in cortile tipo ospedale e ci fa segno di metterle in camera. Ok spostiamo le scorte di bottiglie e ricaviamo lo spazio giusto per i lettini. Sulle reti mettiamo i teli delle moto ed il sdcco apelo. Poi a mangiare seduti per terra con questi tavoloni bassi dove a malapena infili legambe, infatti loro mangiano semisdraiati.Uova per me (6 oggi) e una specie di salame per Giuliano, beviamo due birre che ci ridanno coraggio e chay poi a letto.Giuliano ha detto: "Giornata memorabile, 22 ore per entrare (Kazakistan) e un'ora per uscire"
Ciao

lunedì 7 maggio 2007

L'incubo della Dogana

Sveglia alle 6, colazione alle 6,30, taxi alle 6,45.
Siamo in dogana alle 7. Ok, prendiamo le moto e contro le mie più fosche previsioni, nessuno ha toccato nulla, la mia borsa è in bellavista al suo posto, tutto perfetto. Le portiamo davanti all'uscita pronte a muovere. Sollecitiamo gli agenti, ci dicono che l'ufficiale arriva alle 10!!! Giuliano vede muoversi qualcuno nel container della dogana, aspettiamo qualche minuto indecisi sul da farsi, poi proviamo a bussare ed apettiamo. Tramestio e dopo una decina di minuti esce uno dei doganieri di ieri, arruffato e poco gentile che ci rimanda dalle guardie di uscita: gli uffici sono uno di fronte all'altro, si e no 10 metri. Le guardie ci fanno segno ancora dogana, inizio a perdere la pazienza per questo ping-pong. Mi ridicono la storia del capo e delle 10. Giuliano telefona al ragazzo di ieri che ci raggiunge in 10 minuti. Nel frattempo abbiamo avuto 2 timbri rossi da un altro militare gentile su un foglio fatto ieri. Non si capisce niente. Il ragazzo arriva e andiamo al container dogana e questa volta ci chiedono le fotocopie doppie dei documenti. Abbiamo quasi tutto tranne due fotocopie, chiedo e mi fanno un cenno vago in direzione fuori del porto. Vedo una signora che si avvia verso un palazzetto e le chiedo dove si possona fare fotocopie, mi guarda e gentilmente mi dice di aspettarla, prende il foglio della dogana e il mio passaporto e dopo qualche minuto mi porta le fotocopie. Thanks Madame you are very nice! Sorride.
Rincuorati raduniamo il materiale e siamo nell'ufficio della dogana dove un responsabile dall'aria gentile ci fa segno di aspettare un minuto. Siamo commossi da tanta gentilezza. Poi mi chiama mi fa sedere ed incomincia a scrivere su un nastro alcuni dati, compila 4 fisches, le timbra, le firma, si alza e mi dice che dobbiamo fare una strada particolare per uscire e non altre (è la nostra fortunatamente). Avvertiranno la frontiera del nostro passaggio e poi con un sorriso ci consegna il tutto e fa cenno che siamo liberi. Incredibile ci abbiamo messo: 22 ore! Altro controllo davanti alla sbarra, poi la sollevano, usciamo in punta di piedi e siamo liberi...dietro Giuliano il nostro assistente ci segue in macchina e ci accompagna in centro alla banca, prima di salutarci. Mai ho provato così forte il senso di libertà, essere prigionieri di burocrati è' terribile e si è impotenti e mi sono venuti in mente quei profughi che abbaimo tante volte incontrato alle frontiere. Cambiamo e ripartiamo, io tocco o vengo toccato da una macchina che mi fa perdere l'equilibrio a toccarne un'altra. Praticamente tutto da fermo. Due bersagli con un colpo solo. Discussioni e conciliamo con 120 Dollari uno e 50 l'altro (quello che forse mi e' venuto addosso).
Il seguito un'altro giorno,
Ciao a tutti!

domenica 6 maggio 2007

In rada

Sveglia alle 5,30... la nave è silente, fra poco leviamo l'ancora... macchè, a mezzogiorno siamo ancora in attesa, il comandante mi fa segno che non si sa.Verso l'una finalmente si muove... ok, ci vestiamo da bikers e raduniamo i bagagli. La nave attracca ed inizia l'attesa. Dopo un'infinità arrivano i Kazachi (rassomigliano ai Coreani). Spariscono nella nave, noi aspettiamo un tempo infinito. Ilgar ci ridà i passaporti e poi aspettiamo. Dopo un'ora si scende e aspettiamo sul molo. Arriva un pulmino carica un po di gente, dopo un po' arriva un bilico, quello per i conatiners, carichiamo le nostre borse e altri i bagagli... ridicolo. Poi tutti sul pulmino alla polizia, scarichiamo i bagagli, poi l'attesa. Dopo molto inizia il controllo passaporti, veniamo fotografati, poi il controllo bagagli. Chiediamo il permesso di lasciare lì i bagagli e di poter recuperare le mto, ok. Andiamo a prendere le moto nella stiva. Siamo gli ultimi, ci fanno fretta perche devono far salire i treni. Ritorniamo alla polizia, montiamo i bagagli, ci vestiamo, pronti via... alt! Manca un foglio, quale? Forse l'assicurazione, ok, facciamola... dove? Lì, ma lì è chiuso... inshallah, aspettiamo. Dopo un po' chiediamo, nessuno sa niente ed un ragazzo che assiste alla scena e parlicchia qualcosa di inglese ci da un appoggio e si interessa. Ma è tutto inutile, saltiamo da un ufficio all'altro senza che nessuno sappia cosa fare. Tutti mangiano semini come le scimmie, sputano come i cinesi, telefonano, ridono e niente più. Dobbiamo abbandonare le moto in porto perchè manca il tipo per la presunta assicurazione. Dolore, le ritroveremo? Io abbandono anche una borsa, il ragazzo si offre di accompagnarci all'albergo, ma non ci fanno uscire dal porto, non si sa perchè. Però ci chiedono 40 dollari per le moto e dopo altri 3 uffici riusciamo a uscire e ad arrivare all'hotel. Sono le 21,36!!!!! Hotel loffio, cena anche, e andiamo a dormire, dopo avere ordinato un taxi per le 06,30. Giuliano ha detto: "giornata di merda".

Svalvolati on the road...


La locandina di questo nuovo film mi sembrava appropriata...


sabato 5 maggio 2007

In navigazione

Giornata di sole ma l'aria è fredda. La famosa nave stracarica è praticamente vuota, 30/35 persone... il bar (sic!) è chiuso e quindi neppure un tè. Cerchiamo di avere informazioni sulla pista che dovremo percorrere per entrare in Uzbekistan, ma nessuno ha informazioni attendibili: no problem, no, no, impossible... e mentre cerchiamo di capire vediamo avvicinarsi una barca velocissima, sfodero la Nikon ma uno dell'equipaggio mi fa segno di no e li vedo tutti preoccupati e tesi, a 300/400 metri la barca devia a forse si lancia sulle tracce di un cargo che avevamo incrociato mezz'ora prima. Chiedo se sono della polizia e mi dicono di no, forse contrabbandieri, ma li vedo tirare un sospiro di sollievo.

Verso le 12 troviamo il bar aperto e c'è la possibilità di un "Piti" (zuppone che uno sta mangiando) o di un'altra cosa che non capiamo. Sfodero il mio "point it", lo sfoglia ma non c'e, allora va a prendere questa cosa e scopriamo essere una specie di Wurster. Ok, due di questi e due chai. Arrivano, mammamia, il chai è decoroso . Facciamo la conoscenza di un camionista turco che viaggia in tutti questi paesi e si innamora della nostra carta e ci ripete il percorso una decina di volte, ma sulla pista che ci interessa tergiversa. Ora prevista ad Aktau le 22, controlliamo il nostro Gps con le coordinate della nave e sono perfette, il comandante strabuzza tanto d'occhi, incredulo, e vuole sapere quanto costa. Tutti sempre vogliono sapere quanto costa il Garmin, la moto, la Nikon, ecc...

Sorpresa! Non si sbarca, si dorme in rada e domattina alle 6 si sbarca... ok, perchè no. Andiamo a mangiare due Piti. Orrore... arriva uno zuppone che mi ricorda il Guatemala... un brodo spesso e grasso con pezzi di carne e una cosa grassa e gelatinosa che neppure Giuliano riesce a mangiare. Il sapore è difficile ed io resisto per qualche cucchiaiata e qualche pezzo di patata, poi lascio. Lo chef si stupisce e non apprezza ma gli dico che il chay è molto buono. Poi a letto.

Informazioni utili

Ciao, vi inizio a dare i dati dell'ambasciata Pakistana in Taskent.


Embassy of Pakistan, Tashkent
15 Abdurakhmanova Str. (formerly Sofiyskaya Str.), Sagban, Tashkent, UzbekistanPhone (998-712) 48-2560,Fax: (998-71) 144-0876,E-mail: embassy@parep.prv.uz WebSite: http://www.geocities.com/pakembtash

Ci servono più informazioni sui permessi da richiedere per il Pamir... quale zona del Pamir attraverserete? Di quale nazione?

venerdì 4 maggio 2007

L'attesa termina

Verso le 19 usciamo a comperare acqua, noccioline varie, pistacchi, mars e due pacchetti di biscotti. Verso le 20 Ulvyia telefona che sta venendo a prenderci e quindi raduniamo i bagagli. Siamo eccitati, forse si parte. Arrivano in tre e non riusciamo a caricare tutte le nostre borse, ce le mettiamo in grembo ma non riesco a infilare l'ultima gamba ne a chiudere la portiera. La macchina striscia... ogni buca una botta. Ulvyia con il suo gentile sorriso ci dice che c'è un problema riguardo alle moto, come sapete già la nave è stracarica e solo grazie all'intervento di un amico della sorella di... siamo riusciti a far accettare le moto come bagaglio. Il problema è che le nostre moto sono grosse, la taglia standard è 1 metro!!!! Le nostre sono due metri... 200 dollari. Si fermano davanti a un botteghino Change, scendo a fatica, sono sommerso di borse e dico: "Non ho dollari, solo di piccolo taglio... ma ho 150 Euro". Ulvyia mette la differenza: 30 dollari. Il tipo prende il malloppo, Ulvyia carina e gentile ci compra delle noci e succhi di frutta e non vuole i 30 dollari che voglio restituirle. Via al porto, il tipo si ferma a comperare i biglietti, noi proseguiamo verso una baracca dove scarichiamo i bagagli. Non c'è molta gente, ci raggiunge il boy di Ulvya, Toyotone bianco da 80.000 dollari. Chiediamo ai poliziotti il permesso per mettere i bagagli sulle moto in vista dell'imbarco... niet, non ancora. Al terzo tentativo ci danno l'Ok. Carichiamo i bagagli (non vi dico le feste che ci fanno le nostre moto...). Incomincia a piovere. Ci sono vicino a noi due Toyotoni e un Mercedes, penso una tribù Kazaka con molti bambini e ragazzini che si accalcano attorno alle moto e vogliono sapere quanto fanno all'ora e se è vero che siamo venuti dall'Italia sulle "biemve". Ci facciamo degli amici. Usciamo dalla dogana e salutiamo Ulvyia con baci e abbracci, il boy ci affida a un passeggero e ci spiega che bisogna dare 5 manat a testa a Ilgar per la cabina e salutiamo anche lui e il tipo che pare molto soddisfatto di quello che ci ha rapinato.

Rientriamo in dogana, ci fanno spostare le moto davanti all'ufficio e inizia l'ispezione: cosa c'e qui.. stivali, olio impermeabile. E qui... maglioni, impermeabile per la pioggia, mappe. Il tutto tra lui in Azerbaijano e io in italiano. Ok. Mi dice di passare lo zainetto alla macchinetta dei raggi, faccio appena in tempo a togliere lo svizzero. Ok. Spostare le moto di 10 metri, controllo passaporto, e poi ancora, e finalmente l'ok per salire. E' un percorso di guerra in mezzo ai binari del treno, catene bitte e ogni genere di ostacoli, da infarto. Entriamo nella stiva dove trasportano i carri ferroviari e ci indicano una botola dove sono scese le Toyota. Oddio... anche noi in quel buco! La stiva è vuota: 2 Toyota, 1 Mercedes e noi. Leghiamo con la mia corda le moto alla colonna centrale, una per parte, le gomme in mezzo a protezione, e le leghiamo come salami. Usciamo dalla stiva con le sacche (io 4, da morire), usciamo dalla nave e percorriamo il molo sino ad una passerella esterna, ballerina e inclinata, per raggiungere il ponte. Ci attende Ilgar, in divisa, bionda, giunonica che ci prende i passaporti, i biglietti e ci dice con fare perentorio... poltrone! No please, cabina, no poltrone. Passo 10 dollari a Giuliano che glieli rifila unitamente ai suoi 5 manat (i miei li avevo ceduti a un rompi che chiedeva soldi nella stiva e voleva, voleva, finche l'ho mandato...) ed ecco che abbiamo la cabina. Oddio... Olivia avrebbe storto il naso ma noi siamo Bikers duri e puri. Il ragazzo mi fa vedere dove c'è il cesso, scusate l'espressione ma non merita altro, unico per la nave... 3 dollari di mancia e ci fanno arrivare delle lenzuola, un po' dopo 2 coperte. Siamo contenti, in fondo abbiamo preso la nave in tre giorni contro una media di 7-10 come risulta da altre eperienze. Alla fine partiamo.

In Attesa...

Notte insonne in attesa di un segnale che non arriva, arriva l'alba e scopriamo che al molo non è arrivata nessuna nave. Usciamo a far colazione e prendiamo un taxi per andare all'agenzia che troviamo chiusa. Nel frattempo abbiamo mandato un messaggio a Ulviya e ci appostiamo in attesa. La vediamo dopo mezz'ora ed entriamo in agenzia, ci accoglie con calore ed inizia a telefonare. Dopo la quarta o quinta ci conferma che la nave arriva oggi e che ci telefonerà 4 o 5 ore prima della sua partenza. Baci e abbracci e dita incrociate ci accomiatiamo ed andiamo a visitare la Torre delle Vergini. Oggi Giuliano se la sente. La torre è tutta in pietra ed abbastanza alta, e dal terrazzo in cima si gode di un buon panorama. All' uscita Giuliano ha detto "E con questa abbiamo completato la visita della citta". Ritorniamo in albergo a piedi e ancora una volta raduniamo i ns. bagagli, liberiamo le camere e mettiamo tutto in una saletta accanto alla reception. Inizia un'altra attesa. Alle 14.30 decidiamo di farci una zuppa di lenticchie io e di Funghi Giuliano + formaggio e kebab di montone (lui). Terminato il lunch andiamo al porto a vedere le ns moto. Notiamo un camion in attesa con targa Kazaka e l'autista conferma il traghetto alle ore 20. Andiamo rincuorati a trocare le moto che vedendoci scodinzolano felici e gli si allargano i cilindri. Otteniamo un'altra conferma e quindi ritorniamo indietro visibilmente sollevati e passando subito ad esaminare le prossime incognite: sara' percorribile la pista accanto alla ferrovia, troveremo eventualmente un mezzo che ci possa assistere portandoci i bagagli oppure e' meglio fare l'altra strada che però è molto, molto più lunga. Chiederemo informazioni ai camionisti sulla nave. Per i visti del Pakistan vedremo a Taskent, ma dovremo decidere se andarci in aereo per guadagnare tempo. Vedremo. Pensiamo di acquistare acqua e cibarie per la nave perche sembra non ci sia nulla.Ora affrontiamo l'attesa un po piu' sereni.

giovedì 3 maggio 2007

Nave si, nave no

Il tempo non e' bello, un pò di nuvole si addensano. Usciamo a fare colazione e prendiamo un taxi per l'agenzia. Ulviya arriva alle 10,30 e ci dice di stare tranquilli che la nave è in arrivo e lei ci telefonerà dopo le 12. Passeggiamo per la città e rientriamo in albergo dove dobbiamo liberare le camere o pagarle, a nulla valgono le spiegazioni. Decidiamo di fare i bagagli e di caricare le moto e ci vestiamo da Bikers. Per ingannare l'attesa che si fa sempre piu pesante e per combattere l'abbiocco che ci coplisce sulle comode poltrone andiamo a mangiare qualcosa. Io opto per una zuppa di lenticchie e formaggio, Giuliano zuppa di funghi e kebab. Alle cinque e trenta messaggio di Ulviya: andare al porto con le moto, senza i bagagli. Scarica i bagagli, contratta con l'albergo per il deposito dei bagagli e via al porto. Incontriamo il "tipo" a cui consegnamo il libretto ed il doc doganale, va e poi viene. Entriamo nell' area doganale (intuizione) e vediamo in un angolo un K100 targato California in stato di semi abbandono. Le nostre moto si scambiano uno sguardo preoccupato e quando ci dicono di parcheggiare accanto alla K100, devo dare due pacchette sulle casse della mia per tranquillizzarla. Le leghiamo con la catena e le rassicuriamo che sarà per poche ore. Quando ci giriamo per salutarle notiamo uno sguardo triste e rassegnato. Torniamo in albergo ed inizia una noiosa contrattazione per le camere poichè vogliono venderci una doppia allo stesso prezzo di due singole e poi la ragazzina vorrebbe pagamento in contanti dato che non sa usare la carta di credito e per finire decide di fare una camera alla volta. Deprimente.
Usciamo a mangiare un filetto in un ristorante vicino situato in un sottoscala, zozzo per via del vento che ha portato di tutto, ma con l'interno gradevole e la cucina di buona qualità.
Di ritorno in albergo facciamo una partita a biliardo e poi perse le speranze andiamo a letto. In attesa...

mercoledì 2 maggio 2007

Fermi a Baku, aspettando il traghetto...


Giornata di sole ma freschina. Giuliano ha visto arrivare un traghetto, mi chiama e giu' di cosa verso il porto, ma non è quello che ci serve, notizie del nostro non ce ne sono... domani... dopodomani. Decidiamo di andare all'agenzia e saltiamo su un taxi che dobbiamo praticamente guidare perchè lui voleva andare da un'altra parte. Arriviamo troppo presto e decidiamo di fare colazione. Entriamo nella citta vecchia ma è tutto chiuso (sono le 9 l.t). Incrociamo l'Hotel Boutique (5 stelle) e siamo sulla terrazza con vista mare, ambiente raffinato (anche i motociclisti cedono di tanto in tanto...), colazione ottima, abbiamo speso 20 Manat. Alle 10 siamo all'agenzia, Ulvia non c'è, arriva di corsa dopo 20 minuti, stampa i formulai, li compiliamo, consegnamo i passaporti e la foto (60$ cad.) e ci diamo appuntamento alle 18.

Incrociamo le dita e Ulvia parte per l'ambasciata kazaka, noi rientriamo nella città vecchia e continuiamo il nostro peregrinare tra una moschea, la torre delle vergini che Giuliano non vuole visitare (meglio di no, ha detto). La grande moschea è tutta in restauro con un lavoro ciclopico. Baku è una città al di sopra delle aspettative. Palazzi molto belli, importanti restauri, zone molto eleganti. Negozi di tutti gli stilisti, in prevalenza italiani. Armani sta aprendo un negozio di 15 vetrine in un palazzo molto bello e poi ci sono tutti gli altri. La città è molto animata e pur essendo di religione musulmana c'e una notevole libertà. Le ragazze fanno lo struscio eleganti, truccate e allegre. Gli ultimi modelli di macchine si sprecano: coupée, Suv di tutte le dimensioni, fuoristrada di tutti i tipi, anche Hammer, tutti tirati a lucido... impressionante, siamo a Baku. Lo sport preferito nelle strade è la caccia al pedone, tutti si impegnano a stenderne il piu possibile. Non c'e scampo, inutile servirsi delle strisce... anzi, sembra che la cosa li ecciti di più. Tirar sera camminado è una sfida. Ci concediamo alcuni "fermini" per far passare il tempo e se non riusciremo a partire presto dovremo cambiare il nostro abbigliamento... siamo due motard all'ingrasso.

Ore 18 siamo davanti all'agenzia, chiusa, Ulvia non c'e ma arriva dopo 20 minuti accompagnata dal boy sull'immancabile Suv. Ha in mano i nostri passaporti e un sorriso di soddisfazione, penso sia stata dura. Ci chiede i numeri di targa delle moto... hai! Sono in albergo, saltiamo veloci su un taxi con lei... Giuliano trova il suo, telefonata a qualcuno, io trovo il mio, telefonata a qualcuno, arriviamo in albergo. Diamo al tipo 300 $ per i biglietti e 100$ per la tipa che ci deve far passare nella lista apparentemente gia completa (le moto sono come "bagaglio"... mah!). Ritorna il tipo, ci riconsegna i documenti, la nave arriverà in serata (forse) e potrebbe caricare domani e forse ripartire o l'indomani... è una situazione con infinite variabili.

Torniamo in albergo con un taxi e sul Suv del boy veniamo accompagnati in un ristorante dove ancora una volta ci mettiamo a tavola. Con Ulvia l'appuntamento è per domani dopo le 12 con i biglietti e un'idea di orario. Ceniamo allentando lo stress con un buon Pinot Azero e assaggiamo un pesce del Caspio ed anche il suo caviale. Non male... ci sentiamo un po' epicurei. Ritorniamo a piedi percorrendo la pietonne e veniamo attirati da un piccolo Pud dove tre individui strimpellano con una convinzione degna di ammirazione. Entriamo nel locale, 20 mq. Due ragazzotte che si dimenano, non si riesce neppure a gridare e ordiniamo 2 birre a gesti, la musica però è buona e a metà birra riguadagnamo l'uscita. Stiamo perdendo l'identita di motociclisti duri e puri e solo il traghetto ci potrà rimettere "sulla giusta via". Giuliano non ha rilaciato commenti. Ciao!

martedì 1 maggio 2007

Seki - Baku

Un curiosità: nessuno qui festeggia la giornata del lavoratore, il 1° maggio, eppure siamo in una ex Republica Sovietica, mah!
Giornata stupenda: cielo blu, sole sfavillante, temperatura sui 14 gradi, uno piu' della mia camera (ho dormito nel sacco a pelo).
Colazione a base di the, burro, formaggio salato e miele (ah!! la brioscina).
Partiamo alle 8,30 L.T. con molto entusiasmo, le montagne attorno sono innevate di fresco, il panorama è bello e la strada non male. Passiamo in mezzo a viali alberati, colline verdi e pianure ben coltivate e verdissime. Bisogna fare attenzione agli animali che brucano sui bordi e di tanto in tanto attraversano, cavalli, mucche, vitelli, maialoni e maialini, cani, oche, asini e mi scuso con quelli che ho dimenticato!
Ci avviciniamo a Baku e si fa sentire il famoso vento, anche con rafiche forti, il paesaggio diventa di colpo desertico e ci accompagna sino alla periferia di Baku. Sembra che tutti si siano dati appuntamento qui, il traffico è caotico e tutti vanno in tutte le direzioni. Per noi è difficoltoso mantenersi in equilibrio e governare le moto. Prendiamo un taxi che si diverte a fare una gimkana e noi tentiamo di seguirlo. L'albergo è un palazzone di 20 piani e parcheggiamo le moto sotto la pensilina, proprio sull'ingresso. Doccia al volo e 30 minuti dopo siamo di fronte alla sede della Capitaneria. No information, ma uno schizzo per indicarci una Kassa che fa i biglietti. La troviamo e veniamo accolti come due profughi Albanesi. Niet Traghetto, domani o dopodomani ????? Inshallah.
Prendiamo un taxi e andiamo all'agenzia più importante, gentili ma no information salvo un paio di numeri di telefono, che ci facciamo? Decidiamo di andare all'agenzia della Cts di cui Elena ci fornisce l'indirizzo e con la quale Chiara riesce a parlare. Difficile è trovare il taxi che capisca l'indirizzo e al quarto o quinto tentativofinalmente sembrano capirlo. Via, arriviamo all'agenzia, sede nuovissima, ragazza molto gentile che inizia subito a fare telefonate. Sul traghetto tutto è ipotetico..forse c'è forse no, forse c'è ma al completo.... decidiamo di chiederle di occuparsi lei di tutto compresi i visti e ci diamo appuntamento domani mattina alle 10. Sono ormai le sei, entriamo nella vecchia città e visitiamo un minuscola Moschea, poi una ragazzina, pittrice, ci accompagna al palazzo del Khan. Ringraziamenti per la sua gentilezza e perchè no baci di commiato...Forse dovevamo invitarla a cena... Percorriamo tutta la pietonne e dopo un braek, un "fermino" come dice Giuliano, caffe e pizzetta, ci dirigiamo all'hotel. Usciamo a mangiare al ristorante Anadolu ( turco) e poi a letto.
Ma prima Giuliano ha detto" la vedo dura, ma speriamo che domani le cose si sblocchino!"
Km percorsi da Seky 342

Ciao!