mercoledì 16 maggio 2007

Fuga da Sary Tash

Dormiamo un po inquieti, in effetti non pensiamo che questo tipo, poliziotto o no, sia disposto a darsi per vinto. Temiamo infatti che possa tenderci un agguato lontano da occhi indiscreti per cui decidiamo di giocare d'anticipo.
Alle 4 sveglia, spostiamo le moto di fronte al portone della casa, carichiamo tutto, ci vestiamo ed alle 5
siamo pronti. Esce il padrone di casa e lo paghiamo, ci chiede 10 Somani a testa (5$), nulla , gliene do 40 e ci ringrazia felice, se li e' meritati. Prima di aprire il portone esce da un'altro cancello e da' un'occhiata alla strada, via libera. Come apre mettiamo in moto e senza scaldare usciamo e via decisi con la prima luce dell'alba ancora incerta. Dopo qualche kilometro ci rilassiamo, del tipo non c'e ombra, ora pero' dobbiamo superare il primo controllo e potrebbe avere preparato qualcosa ma per fortuna superiamo senza inconvenienti. Siamo sicuri a questo punto di averlo preso in contropiede.
Arriviamo alla frontiera co l'Uzbekistan e passiamo abbastanza facilmente, salvo il problema causato dal mio passaporto da cui si e' staccata la copertina.. Tira e molla usciamo, piu' difficile entrare, sempre per il passaporto, Raffaele problem, no problem is ok, no no problem e mi mettono in un angolo ad aspettare finche decido, per non perdere altro tempo, di sganciargli 30 $, problem scomparso, meglio del mago casanova. Dopo pochi kilometri la mia moto si ferma e non ne vuole sapere. Ci segnalano un mecanik a poche centinaia di metri, spingo e saimo dal mecanik. Non c'e, c'e il suo aiuto ed il figlio, un ragazzino dodicenne sveglio e che parla un po' dinglese.
Arriva il padre, un'uzbeko distinto e con l'aria abbastanza competente. incominciamo a smontare il
motorino. E' rotto in un punto delicato ed e' rotto anche un dente della corona. La parte rotta e' in alluminio, difficile da saldare comunque mi tranquillizza e perte per tornare un'ora dopo con un lavoro ben fatto. Sistema il motorino e proviamo, non parte, non arriva corrente proviamo di tutto niente, ormai e' tardi e chiediamo di un albergo. Non ce ne sono, ci offre la sua sala ok grazie. Ci invita in casa a mangiare, assolutamente no, lora hanno gia' cenato e non vogliamo disturbare. Allora ci accompagna in un ristorante con il figlio a fare da interprete, e poi a letto, cioe' sul pavimento.
Al mattino nuovi tentativi ed oramai la moto e' tutta sparsa per l'officina. Niente da fare il responso e' computer problem..la centralina. Telefonate frenetiche a Chiara che si dimostra come sempre efficace e sintetica. Telefono anche a Turati che si presta a ricercare questi pezzi. Chiara mi conferma che partiranno domani e li avro mercoledi a Taskent. Lasciamo le moto dal meccanico Bek che ci accompagna in un aeroporto li vicino ma non ci sono aerei ed allora decidaimo per un taxi. Dobbiamo fare 330 km, tempo previsto 5 ore. Bek contratta e partiamo. Il ns autista guida alla Uzbeka e rischiamo non so quanti incidenti e infarti ma dobbiamo rassegnarci.
A Taskent arriviamo alle 20,30, alberghino e poi cerchiamo cibo. Entriamo in un ristorante con Karaoke, non abbiamo altra scelta. Scorrono fiumi di vodka sui tavoli vicini, tutti allegri qui ci si gode la vita. Il signore dietro di noi, un tipo massiccio e non piu' giovanissimo dispone al suo tavolo di 5 o 6 ragazze carine e che non nascondono le loro virtu'. Dopo un po' assordati e parzialmente sfamati rientriamo in albergo. Domani operazione visto per il Turkmenistan.

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