
Giornata di sole ma freschina. Giuliano ha visto arrivare un traghetto, mi chiama e giu' di cosa verso il porto, ma non è quello che ci serve, notizie del nostro non ce ne sono... domani... dopodomani. Decidiamo di andare all'agenzia e saltiamo su un taxi che dobbiamo praticamente guidare perchè lui voleva andare da un'altra parte. Arriviamo troppo presto e decidiamo di fare colazione. Entriamo nella citta vecchia ma è tutto chiuso (sono le 9 l.t). Incrociamo l'Hotel Boutique (5 stelle) e siamo sulla terrazza con vista mare, ambiente raffinato (anche i motociclisti cedono di tanto in tanto...), colazione ottima, abbiamo speso 20 Manat. Alle 10 siamo all'agenzia, Ulvia non c'è, arriva di corsa dopo 20 minuti, stampa i formulai, li compiliamo, consegnamo i passaporti e la foto (60$ cad.) e ci diamo appuntamento alle 18.
Incrociamo le dita e Ulvia parte per l'ambasciata kazaka, noi rientriamo nella città vecchia e continuiamo il nostro peregrinare tra una moschea, la torre delle vergini che Giuliano non vuole visitare (meglio di no, ha detto). La grande moschea è tutta in restauro con un lavoro ciclopico. Baku è una città al di sopra delle aspettative. Palazzi molto belli, importanti restauri, zone molto eleganti. Negozi di tutti gli stilisti, in prevalenza italiani. Armani sta aprendo un negozio di 15 vetrine in un palazzo molto bello e poi ci sono tutti gli altri. La città è molto animata e pur essendo di religione musulmana c'e una notevole libertà. Le ragazze fanno lo struscio eleganti, truccate e allegre. Gli ultimi modelli di macchine si sprecano: coupée, Suv di tutte le dimensioni, fuoristrada di tutti i tipi, anche Hammer, tutti tirati a lucido... impressionante, siamo a Baku. Lo sport preferito nelle strade è la caccia al pedone, tutti si impegnano a stenderne il piu possibile. Non c'e scampo, inutile servirsi delle strisce... anzi, sembra che la cosa li ecciti di più. Tirar sera camminado è una sfida. Ci concediamo alcuni "fermini" per far passare il tempo e se non riusciremo a partire presto dovremo cambiare il nostro abbigliamento... siamo due motard all'ingrasso.
Ore 18 siamo davanti all'agenzia, chiusa, Ulvia non c'e ma arriva dopo 20 minuti accompagnata dal boy sull'immancabile Suv. Ha in mano i nostri passaporti e un sorriso di soddisfazione, penso sia stata dura. Ci chiede i numeri di targa delle moto... hai! Sono in albergo, saltiamo veloci su un taxi con lei... Giuliano trova il suo, telefonata a qualcuno, io trovo il mio, telefonata a qualcuno, arriviamo in albergo. Diamo al tipo 300 $ per i biglietti e 100$ per la tipa che ci deve far passare nella lista apparentemente gia completa (le moto sono come "bagaglio"... mah!). Ritorna il tipo, ci riconsegna i documenti, la nave arriverà in serata (forse) e potrebbe caricare domani e forse ripartire o l'indomani... è una situazione con infinite variabili.
Torniamo in albergo con un taxi e sul Suv del boy veniamo accompagnati in un ristorante dove ancora una volta ci mettiamo a tavola. Con Ulvia l'appuntamento è per domani dopo le 12 con i biglietti e un'idea di orario. Ceniamo allentando lo stress con un buon Pinot Azero e assaggiamo un pesce del Caspio ed anche il suo caviale. Non male... ci sentiamo un po' epicurei. Ritorniamo a piedi percorrendo la pietonne e veniamo attirati da un piccolo Pud dove tre individui strimpellano con una convinzione degna di ammirazione. Entriamo nel locale, 20 mq. Due ragazzotte che si dimenano, non si riesce neppure a gridare e ordiniamo 2 birre a gesti, la musica però è buona e a metà birra riguadagnamo l'uscita. Stiamo perdendo l'identita di motociclisti duri e puri e solo il traghetto ci potrà rimettere "sulla giusta via". Giuliano non ha rilaciato commenti. Ciao!
Incrociamo le dita e Ulvia parte per l'ambasciata kazaka, noi rientriamo nella città vecchia e continuiamo il nostro peregrinare tra una moschea, la torre delle vergini che Giuliano non vuole visitare (meglio di no, ha detto). La grande moschea è tutta in restauro con un lavoro ciclopico. Baku è una città al di sopra delle aspettative. Palazzi molto belli, importanti restauri, zone molto eleganti. Negozi di tutti gli stilisti, in prevalenza italiani. Armani sta aprendo un negozio di 15 vetrine in un palazzo molto bello e poi ci sono tutti gli altri. La città è molto animata e pur essendo di religione musulmana c'e una notevole libertà. Le ragazze fanno lo struscio eleganti, truccate e allegre. Gli ultimi modelli di macchine si sprecano: coupée, Suv di tutte le dimensioni, fuoristrada di tutti i tipi, anche Hammer, tutti tirati a lucido... impressionante, siamo a Baku. Lo sport preferito nelle strade è la caccia al pedone, tutti si impegnano a stenderne il piu possibile. Non c'e scampo, inutile servirsi delle strisce... anzi, sembra che la cosa li ecciti di più. Tirar sera camminado è una sfida. Ci concediamo alcuni "fermini" per far passare il tempo e se non riusciremo a partire presto dovremo cambiare il nostro abbigliamento... siamo due motard all'ingrasso.
Ore 18 siamo davanti all'agenzia, chiusa, Ulvia non c'e ma arriva dopo 20 minuti accompagnata dal boy sull'immancabile Suv. Ha in mano i nostri passaporti e un sorriso di soddisfazione, penso sia stata dura. Ci chiede i numeri di targa delle moto... hai! Sono in albergo, saltiamo veloci su un taxi con lei... Giuliano trova il suo, telefonata a qualcuno, io trovo il mio, telefonata a qualcuno, arriviamo in albergo. Diamo al tipo 300 $ per i biglietti e 100$ per la tipa che ci deve far passare nella lista apparentemente gia completa (le moto sono come "bagaglio"... mah!). Ritorna il tipo, ci riconsegna i documenti, la nave arriverà in serata (forse) e potrebbe caricare domani e forse ripartire o l'indomani... è una situazione con infinite variabili.
Torniamo in albergo con un taxi e sul Suv del boy veniamo accompagnati in un ristorante dove ancora una volta ci mettiamo a tavola. Con Ulvia l'appuntamento è per domani dopo le 12 con i biglietti e un'idea di orario. Ceniamo allentando lo stress con un buon Pinot Azero e assaggiamo un pesce del Caspio ed anche il suo caviale. Non male... ci sentiamo un po' epicurei. Ritorniamo a piedi percorrendo la pietonne e veniamo attirati da un piccolo Pud dove tre individui strimpellano con una convinzione degna di ammirazione. Entriamo nel locale, 20 mq. Due ragazzotte che si dimenano, non si riesce neppure a gridare e ordiniamo 2 birre a gesti, la musica però è buona e a metà birra riguadagnamo l'uscita. Stiamo perdendo l'identita di motociclisti duri e puri e solo il traghetto ci potrà rimettere "sulla giusta via". Giuliano non ha rilaciato commenti. Ciao!
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