Ci alziamo con calma,la giornata di ieri si sente.
Facciamo colazione sotto il pergolato, siamo solo noi in questo improbabile "hotel", che in effetti e' una casa, la toilette altro non e' che
un gabbiotto in fondo ad un cortile con la solita asse ed un pertugio al centro, "hotel"...
Comunque ci portano pane burro e chay, cosa vogliamo di piu'. Poi ci portano la benzina e la mettiamo nei serbatoi con il sistema del secchio e dell'imbuto, il secchio serve per la misura, 10lt. Decido di abbandonare le gomme per diminuire il peso ed abbassare il baricentro, ieri la mia moto si e' dimostrata difficile da governare. Abbandono anche il parabrezza che avevo gia' smontato per migliorare la visibilita' su terreni cosi difficili. La strada e' quasi tutta asfaltata e tranne un paio di guadi, peraltro abbastanza profondi tanto da lavarci completamente, nel complesso e' buona. Possiamo cosi ammirare il paesaggio che e' molto bello, con valli verdissime villaggi co le case in pietra o terra molto ben inseriti nella natura, che si snodano lungo le rive del fiume che scorre con una buona portata. Ogni tanto quando la valle si allarga il fiume forma dei laghetti che prendono colori diversi a seconda della luce. La gente e' molto cordiale, tutti salutano con il sorriso,i bambini, le donne e gli anziani con molta deferenza. Gli abiti delle donne e delle bambine sono coloratissimi, i foulards potrebbero essere della Olly, tutto con buon gusto. Ad un certo punto scopriamo che stiamo costeggiando l'Afganistan, il fiume in effetti fa da confine. Arriviamo a Khorog in tutta tranquillita' e troviamo il nostro albergo, l'hotel Serena che fa parte di un gruppo ed era stato costruito per ospitare l' Aga Khan, e di sapore vagamente coloniale, infatti il gruppo ha alberghi anche in Sudafrica. Questa zona e' abitata in prevalenza da gente di fede Ismailita. L'albergo e' sul fiume ed ha un bel giardino con terrazze degradanti e noi dopo una superba doccia ci rilassiamo con una buona birra sui divani al sole guardando l'Afganistan e le sue montagne proprio di fronte a noi. Che ricordi. C'e un ponte sospeso per pedoni con le due bandiere, Tajikistan e Afganistan, e ci coglie la tentazione di andare a vedere...
Il pomeriggio passa veloce e alla sera cena, questo e' un vero ristorante e ci sentiamo persino un po' a disagio.
Giuliano ha detto "pericoloso"
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