lunedì 7 maggio 2007

L'incubo della Dogana

Sveglia alle 6, colazione alle 6,30, taxi alle 6,45.
Siamo in dogana alle 7. Ok, prendiamo le moto e contro le mie più fosche previsioni, nessuno ha toccato nulla, la mia borsa è in bellavista al suo posto, tutto perfetto. Le portiamo davanti all'uscita pronte a muovere. Sollecitiamo gli agenti, ci dicono che l'ufficiale arriva alle 10!!! Giuliano vede muoversi qualcuno nel container della dogana, aspettiamo qualche minuto indecisi sul da farsi, poi proviamo a bussare ed apettiamo. Tramestio e dopo una decina di minuti esce uno dei doganieri di ieri, arruffato e poco gentile che ci rimanda dalle guardie di uscita: gli uffici sono uno di fronte all'altro, si e no 10 metri. Le guardie ci fanno segno ancora dogana, inizio a perdere la pazienza per questo ping-pong. Mi ridicono la storia del capo e delle 10. Giuliano telefona al ragazzo di ieri che ci raggiunge in 10 minuti. Nel frattempo abbiamo avuto 2 timbri rossi da un altro militare gentile su un foglio fatto ieri. Non si capisce niente. Il ragazzo arriva e andiamo al container dogana e questa volta ci chiedono le fotocopie doppie dei documenti. Abbiamo quasi tutto tranne due fotocopie, chiedo e mi fanno un cenno vago in direzione fuori del porto. Vedo una signora che si avvia verso un palazzetto e le chiedo dove si possona fare fotocopie, mi guarda e gentilmente mi dice di aspettarla, prende il foglio della dogana e il mio passaporto e dopo qualche minuto mi porta le fotocopie. Thanks Madame you are very nice! Sorride.
Rincuorati raduniamo il materiale e siamo nell'ufficio della dogana dove un responsabile dall'aria gentile ci fa segno di aspettare un minuto. Siamo commossi da tanta gentilezza. Poi mi chiama mi fa sedere ed incomincia a scrivere su un nastro alcuni dati, compila 4 fisches, le timbra, le firma, si alza e mi dice che dobbiamo fare una strada particolare per uscire e non altre (è la nostra fortunatamente). Avvertiranno la frontiera del nostro passaggio e poi con un sorriso ci consegna il tutto e fa cenno che siamo liberi. Incredibile ci abbiamo messo: 22 ore! Altro controllo davanti alla sbarra, poi la sollevano, usciamo in punta di piedi e siamo liberi...dietro Giuliano il nostro assistente ci segue in macchina e ci accompagna in centro alla banca, prima di salutarci. Mai ho provato così forte il senso di libertà, essere prigionieri di burocrati è' terribile e si è impotenti e mi sono venuti in mente quei profughi che abbaimo tante volte incontrato alle frontiere. Cambiamo e ripartiamo, io tocco o vengo toccato da una macchina che mi fa perdere l'equilibrio a toccarne un'altra. Praticamente tutto da fermo. Due bersagli con un colpo solo. Discussioni e conciliamo con 120 Dollari uno e 50 l'altro (quello che forse mi e' venuto addosso).
Il seguito un'altro giorno,
Ciao a tutti!

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