L'aereo parte regolarmente, è semivuoto, c'è un gruppo di turisti italiani aggregati ad un'agenzia e pochi altri. Volo regolare ed atterraggio perfetto.
Visto che sono a Roma e che non vedo Elena da 35 giorni decido di fare rotta su Ischia dove arriverò verso le cinque.
Mi sento un pò strano in mezzo a tutta questa gente, ma ritrovo a Napoli, nel traffico caotico e assurdo, degli elementi in comune con città quali Taskent o Baku o Istanbul, cioè l'assoluta mancanza di ogni regola o norma di comportamento, che tristezza. Elena è venuta ad aspettarmi al taxi ed il rivederla mi emoziona moltissimo, anche se siamo sempre stati vicini nelle scorse settimane, il ritrovarmela al fianco è tutta un'altra cosa.
Il cuoco dell'albergo mi ha preparato la sua specialità, la parmigiana, e dopo un mese di chay e zuppe non mi sembra vero, ma non sono più abituato a mangiare e dopo poco devo abbandonare, ma tanto basta per avere il piacere di ritrovare dei sapori e delle fragranze assopite.
Il panorama a Sant'Angelo è stupendo come è stupendo il Pamir (4000 metri piu su) e mi sento fortunato per poter far scorrere dentro di me queste immagini apparentemente cosi diverse ma con eguali emozioni. Il mio compagno di viaggio, Giuliano, sta proseguendo via terra e ricevo info da sua moglie Cecilia che ci tiene aggiornati.
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