venerdì 11 maggio 2007

Samrcanda - Dushanbe

Partiamo da Samarcanda e passiamo di fianco alla piazza piu' bella della citta', la tentazione di fermarci e' forte ma oramai abbiamo preso la decisione di puntare sul Pamir e abbiamo pochi giorni. La strada e' bella , in una valle verde e in lontanaza si vedono le montagne con le punte bianche. In un'ora usciamo dall'Uzbekistan ed entriamo nel Tajikistan. Sono tutti molto gentili e ripartiamo. Presto iniziamo a salire la strada si rivela in tutta la sua perfidia, sterrato buche tole , sempre peggio, in alcuni punti dubitiamo che sia giusta ci sembra di essere in una strada abbandonata, pochissimo traffico. Ci fermiamo un paio di volte ad aspettare un mezzo per chiedere conferma e ci dicono e' lei, l'unica. Continuamo a salire e ci troviamo di fronte una galleria buia, con le tracce scavate dai camion, entro ed avendo gli occhiali fotocromatici sono cieco non vedo nulla, un attimo di terrore vengo sbattuto dalle sponde di questa traccia a destra e sinistra sto per rovesciarmi ed un colpo di gas , grazie alle gomme montate ieri mi raddrizza e poi termina anche la galleria. Continuiamo a salire e ci ritroviamo a 2650 mt in cantiere in mezzo a macchine per il cemento mucchi di ghiaia e alre cose, ci fermiamo ed alcuni operai ci fanno segno di continuare. Facciamo pochi metri e ci troviamo di fronte una galleria da cui esce un fiume con fondo ghiaioso e con corrente abbastanza intensa e profondo un 15 cm. Ci rifermiamo e ci fanno segno di continuare, nel frattempo arriva una uaz che si nfila, Giuliano dietro io sono poco convinto chiedo ancora conferma. Arriva un operaio e mi dice che sono Km!!! Angoscia, mi butto la moto entra nel fiume sembra un motoscafo, non si vede nulla buio pesto, tengo su il motore per paura che si ermi, scivolo in una buca dietro l'altra, evito di misura una impalcatura, piu avanti una 124 si e' pantata, non mollo la passo in qualche modo sempre con la paura che si arresti il motore, l'acqua arriva alle ginocchia. Ogni 50 metri c'euna lampadina che peero serve solo per la direzione, i fari sono poco efficaci. Ua cascata d'acqua irrompe violenta e bisogna passarla,la cascata ha creato una voragine , dentro conil cuore in gola l'acqua arriva al serbatio, do gas e gas ancora , poi un camion che lavora occupa tutto il passaggio, mi fermo.
Dopo 10 minuti avanza e mi lascia un stretto passagio, via sperando di non toccare ne il camion ne la roccia. Incomincio a intravedere un fioco chiarore , sta per finire, esco e troco Giuliano che mi aspetta con un sorriso e il viso stravolto, non oso pensare come sia il mio.
Era peoccupato e aveva chiesto ad alcuni operai di mandare una jeep, non sapendo che ero bloccato dal camion, continuiamo e verso le 5 sporchi e fradici arriviamo a Dusanbee. Nessuno conosce il nostro hotel, Giuliano accalappia uno con macchina che dice di sapere e ci facciamo accompagnare alla polizia per i visti per il Gorno Badakshan. Poi arriva il corrispondente dell'agenzia ok tutto risolto ora l'albergo.
Il nostro e' lontano e chiediamo di restare in centro, ci mandano all'Hotel Tajikistan, tipico casermone russo, ma va bene. Doccia e ricerca di u ristorante, ne troviamo uno e via con la solita soupe e poi aletto.
Ciao

1 commento:

Anonimo ha detto...

Penso che vi siete proprio meritati la soupe oggi!
Cecilia